I consigliatissimi di Netflix, un tuffo nella Generazione X con Clerks

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Clerks, Netflix
Clerks, Netflix

La vita è dura quando sei un prodigio. Lo sceneggiatore, regista e attore Kevin Smith lo sa bene: a soli ventiquattro anni ha esordito con Clerks dopo aver abbandonato la scuola di cinema.

Da allora, ha continuato la sua produzione con Mallrats (1995), Chasing Amy (1997) e Dogma (1999), nessuno dei quali si avvicina ad eguagliare lo splendore a basso budget del suo film d’esordio. Girato in bianco e nero su una fotocamera 16mm, e con un cast di attori giovanissimi, Clerks è diventata una delle commedie più intelligenti e spiritose degli anni ’90.

Un intero giorno al Quick Stop di Clerks

Ambientato nel minimarket Quick Stop al 58 di Leonard Avenue nel New Jersey, Clerks racconta la storia di un giorno nella vita di Dante Hicks (O’Halloran). Sottopagata, apatica e allo stesso tempo simpatica, Dante è la Generazione X incarnata, tormentato dalla sua intricata vita personale, mentre segna il tempo in un lavoro senza sbocchi per il futuro. Se Basil Fawlty era divertente perché era un albergatore che odiava i suoi ospiti, allora Dante è divertente perché è un commesso di un negozio che odia i suoi clienti.
Dal venditore di chewing gum che incita una folla antifumo, al vecchio che prende in prestito una rivista porno da leggere nel bagno per i dipendenti; dallo strambo signore alla ricerca di una dozzina di uova perfette, al ragazzo muscoloso che ridicolizza il fisico di Dante, tutta la fauna umana si trova qui, al Quick Stop.

La porta accanto è quella della RST Video, qui lavora Randal (Jeff Anderson). Mentre Dante si mostra accondiscendente e disponibile verso i clienti, Randal lancia sempre degli attacchi preventivi, lacerandoli con l’arguzia prima ancora che abbiano avuto la possibilità di annoiarlo con la loro stupidità. Se una giovane madre chiede il cartone animato preferito del suo bambino, Randal risponde con una serie di titoli porno hardcore eccezionalmente disgustosi. Fuori, i trafficanti di droga del vicinato Jay e Silent Bob (Jason Mewes e, sì, Kevin Smith) cercano di fare affari, mentre Jay di tanto in tanto si aggira nel Quick Stop per fare due chiacchiere col povero Dante.

Clerks on demand su Netflix ci porta negli anni Novanta

La fidanzata di Dante è Veronica (Marilyn Ghigliotti), ragazza esuberante che debella i rivoltosi antifumo e prepara le lasagne per il pranzo. Nonostante ciò Dante è ancora innamorato di Caitlin (Lisa Spoonauer), l’amica del liceo che lo ha tradito “otto volte e mezza” e che si sta per sposare con un architetto asiatico. Caitlin, però finisce con l’avere rapporti sessuali con l’anziano che aveva preso in prestito il porno, nell’erronea convinzione che si trattasse di Dante.

A peggiorare le cose, il pensionato si rivela morto da tempo e lo sfortunato Dante viene scaricato da Veronica. Dopo una lancinante lotta con Randal, il ventiduenne può finalmente chiudere il negozio. Tra le varie sfortune, questo è il suo giorno libero, cosicché Dante si lamenta continuamente: “Non dovrei nemmeno essere qui oggi!”.

Clerks diventa un film culto della Generazione X

Clerks è stato molto imitato ma mai eguagliato. I tipici sforzi “indie” statunitensi come SubUrbia (1996) e Empire Records (1995) non riescono a raggiungere le vette che nel 1994 toccò Smith.
Nonostante non contenga scene che descrivono atti sessuali o violenza (a meno che non si consideri la lotta veramente patetica tra Dante e Randal), Clerks si è aggiudicato un temuto NC -17 rating negli Stati Uniti. Solitamente riservato ai film porno, il punteggio è stato infine ridotto dopo varie vicessitudini e oggi possiamo trovare la pellicola tra le punte di diamante della piattaforma Netflix.

Maleducazione a parte, i dialoghi di Smith sono meravigliosamente comici e, in definitiva, la filosofia del film è forse espressa nelle parole di uno dei clienti del Quick Stop: “È importante avere un lavoro che faccia la differenza, ragazzi. Ecco perché masturbo manualmente gli animali in gabbia per l’inseminazione artificiale”.

All’interno dei limiti della sua produzione a basso costo, Smith mostra un’incredibile propensione per la commedia umana e un talento per la scrittura dei dialoghi più coloriti.
Molto è stato scritto sulla Generation X e sui film a riguardo, ma Clerks è così totalmente autentico proprio perché i suoi protagonisti non hanno mai nemmeno sentito parlare della loro generazione.

italiamedia