Lunedì sera in tv “Miral”, con Freida Pinto e Willem Dafoe

163
Freida Pinto
Freida Pinto

Questa sera Iris propone in seconda serata e in prima visione “Miral”, film diretto da Julian Schnabel e duramente contestato all’epoca dell’uscita.

“Miral”, uscito nelle sale italiane nel 2010 e in prima tv stasera alle 23.30 su Iris, è una pellicola diretta dall’eclettico Julian Schnabel, che oltre a essere regista e sceneggiatore (“Basquiat”, “Prima che sia notte”, “Lo scafandro e la farfalla”) è anche uno dei pittori più noti della scena newyorkese. Il film è tratto da “La strada dei fiori di Miral”, romanzo autobiografico scritto dall’allora compagna di Schnabel Rula Jebreal, giornalista e scrittrice italo-palestinese.

La locandina di "Miral"
La locandina di “Miral”

La storia di “Miral” è un inno alla pace e alla tolleranza e racconta una Gerusalemme consumata dalla guerra, nel 1948, in cui Hind Husseini (Hiam Abbas), decide di prendersi cura di alcuni orfani della strage di Deir Yassin, causata dall’esercito israeliano. Da poche decine, i bambini diventano presto più di 2.000, finchè Hind decide di fondare la scuola “Dar Al Tifel”, oggi punto di riferimento per i giovani palestinesi. L’istituto, dopo trent’anni, accoglierà anche Miral (Freida Pinto), che compiuti 17 anni dovrà scegliere se appoggiare la causa palestinese o se seguire gli insegnamenti e i consigli di Hind.

A causa del punto di vista narrativo “di parte”, la pellicola è stata contestata da diverse organizzazioni ebraiste negli Stati Uniti, tanto che una protesta formale è stata intrapresa addirittura dal governo israeliano, che durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha tentato di boicottare la prima statunitense di “Miral”. Schnabel però, in occasione della presentazione del film alla Mostra del cinema di Venezia, ha spiegato: “Io sono ebreo, mia madre ha conosciuto la prigionia: proprio per questo avevo l’urgenza di raccontare la storia dal punto di vista opposto. Perché quando muore un bambino, che sia da una parte o dall’altra non ha importanza: l’ingiustizia è la stessa”.

italiamedia